
XIV edizione · Faenza · 2021
Daj 'nte fat
L'edizione lunga ventiquattro giorni
Dal 7 al 30 maggio 2021, quattro fine settimana
Edizione conclusaL'anno in cui la cena non si poteva fare, e non si è fatta: è durata ventiquattro giorni invece di una sera. Quattro fine settimana di maggio, dal venerdì alla domenica, in cui si ordinava e si andava a ritirare — niente percorso, niente tappe, niente folla. Il titolo è romagnolo e sta fra l'incoraggiamento e l'ordine: «daj 'nte fat». Di quell'edizione l'archivio conserva due soli menù, e una ciotola di ceramica in cinquanta esemplari con la stessa frase scritta a pennello sul fondo. Il quartiere era chiuso al traffico.
Non c'era un kit: si pagava piatto per piatto, a ciascun operatore. L'accesso al percorso e agli spazi era libero.
Il percorso
2 punti, 6 proposte
Il menù completo dell'edizione, come è stato servito. Si pagava direttamente a ciascun operatore, punto per punto: l'organizzazione non somministra, ospita.
01O Fiore Mio Hub
Ordinazioni online
una proposta · una cantina
O Fiore Mio Hub
Ordinazioni online
O Fiore Mio Hub
Da bere
Gin Gadir e tonica
02Invino e Cappelletto al Contrario
Ordinazioni presso i due negozi
5 proposte · 7 cantine
Invino e Cappelletto al Contrario
Ordinazioni presso i due negozi
Cappelletto al Contrario
Da bere
Rainoldi — Valtellina Superiore DOCG Inferno, nebbiolo (Inferno) · Tenuta Argentiera — Vermentino Poggio al Ginepri IGT Bolgheri (Inferno) · Lungarotti — Brut Millesimato metodo classico Torgiano (Purgatorio) · Lungarotti — «L'U» Umbria Rosso IGT Torgiano (Purgatorio) · Contini — Karmis Isola dei Nuraghi IGT (Paradiso) · Tenuta Montauto — «Silio» Ciliegiolo Maremma Toscana IGT (Paradiso) · Liquore di Romagna 100 foglie
Com'era organizzata
Informazioni pratiche
Due menù, su quanti non si sa
È la scheda più povera del sito, e la povertà è essa stessa il dato: di quest'edizione l'archivio conserva due sole proposte gastronomiche, e non esiste un elenco di chi abbia partecipato. C'è una sola domanda d'adesione, di un'osteria che dichiara la propria sede legale e nessuna proposta. Quante fossero in tutto le cucine e le cantine la fonte non lo dice, e questa pagina non lo indovina.
Non era un percorso
Non ci sono tappe perché non ce n'erano: si ordinava online o ci si rivolgeva direttamente ai negozi, e si ritirava. Per la stessa ragione le due voci qui sotto non portano un indirizzo — i menù non ne hanno, e scriverne uno significherebbe inventarlo.
Le date, e una versione superata
Il modulo d'adesione di aprile scrive «dal 7 al 30 maggio, solo nei giorni di venerdì e sabato». Il manifesto definitivo, di maggio, corregge: «tutti i venerdì, sabato e domenica», e il sito dell'epoca numera quattro fine settimana — 7-9, 14-16, 21-23 e 28-30. Qui vale il manifesto, che è l'ultimo stampato. Lo stesso modulo si intesta «XII edizione», che è il numero del 2019: è un refuso di copia e incolla, e non viene ereditato.
La ciotola
L'oggetto più caratteristico dell'anno: ceramica bianca, con «daj 'nte fat» scritto a pennello in nero sul fondo interno, in edizione numerata di cinquanta. Ne furono ordinate quarantanove in ventidue ordini — venti euro l'una, quaranta la coppia, sessanta le quattro — e si ritiravano a Faenza o si spedivano: alcune arrivarono fino a Milano. È la prima volta che il Distretto A vende un pezzo d'autore per sostenere l'evento. Chi l'abbia disegnata, però, nessun documento lo dichiara: il nome che compare nei nomi dei file non basta a fare un'attribuzione, e qui il campo resta vuoto.
Per amministrazioni, pro loco e associazioni
Questo format si può portare altrove
È già successo due volte: a Modigliana dal 2024, a Brisighella dal 2026, con gruppi organizzatori del posto. Non serve comprare un evento chiavi in mano — serve qualcuno, sul territorio, che abbia voglia di far aprire le porte. Il resto è metodo, e quello lo mettiamo noi.
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